All'iniziativa hanno aderito diverse scuole del bolognese.
I laboratori sono iniziati con una classe V elementare e con due classi I .
Delle 7 sessioni svolte, le prime sono state utili per analizzare il clima della classe e favorire una prima conoscenza dei componenti della classe da parte del conduttore e del suo gruppo di collaboratori. In questa prima fase sono state ampiamente utilizzate le tecniche sociogrammatiche, tra cui la rappresentazione grafica di se stessi e della propria classe da parte di ognuno degli alunni.
Successivamente è stato possibile utilizzare la tecnica della scultura e della fotografia.
E' seguita poi la fase del sociodramma.
Negli incontri successivi, ai bambini è stato chiesto di pensare ad una situazione da loro vissuta nella quotidianità. E' stata quindi redatta una lista delle situazioni proposte, votate poi per alzata di mano dai bambini.
Le più votate sono state le situazioni dell'intervallo, della festa di compleanno e della giornata in classe con l'insegnante.
Ogni incontro è stato poi dedicato al gioco di questo tema da parte degli stessi alunni, che si sono attribuiti le parti e hanno costruito insieme una sorta di canovaccio che definirei “fluido”, perchè non rigidamente precostituito e immutabile, ma aperto e capace di modificarsi sulla base delle loro esigenze emotive.
La presenza del conduttore ha permesso che non si trattasse di una banale “recita” o di uno scimmiottamento dei vari personaggi
Con la tecnica dell'intervista ogni personaggio-individuo veniva compreso in profondità, attraverso le domande che tutta la classe poteva porre al personaggio per capirne il carattere, l'età, i pregi, i difetti. Allo stesso tempo il bambino che veniva intervistato dagli altri e che doveva rispondere costruendosi, in un cero senso, una struttura di personalità, aveva la possibilità di entrare nel proprio personaggio in profondità, mettendoci anche molto di sé.
L'inversione di ruolo è stata utile perché i bambini potessero imparare a “mettersi nei panni dell'altro “, abbandonando un punto di vista univoco ed ego-centrato.
Questa tecnica è risultata particolarmente utile durante uno dei sociodrammi svolti dai bambini: l'intervallo, nel quale si stavano scontrando le “fazioni” dei bulli e delle vittime.
I bambini che avevano scelto di essere bulli si erano trovati ad indossare i panni delle vittime e viceversa.
Durante gli incontri, gli alunni hanno partecipato attivamente e con entusiasmo alle attività proposte, dimostrando di avere vissuto l'esperienza come un gioco divertente e liberatorio e, con sorpresa degli stessi psicologi, raccontando di avere scoperto qualche aspetto nuovo di sé stessi e degli altri compagni.