Istituto Mosaico Psicologie
corso di specializzazione
in psicoterapia, riconosciuto MIUR
Lo psicodramma analitico
Possiamo chiamare il metodo che abbiamo adottato: “la
versione più moderna della psicoanalisi”. Dunque mettiamo un primo
punto fisso: le fondamenta teoriche che abbiamo scelto sono quelle
della psicoanalisi, cioè di quel tipo di psicoterapia che cerca
la causa della psicopatologia e la segue fino alla sua radice
più profonda, naturalmente se, e quando è il caso. Ma la psicoanalisi
che abbiamo scelto è viva, in costante evoluzione, attenta a recepire
ogni possibilità di migliorarsi e niente affatto disposta ad ammuffire
nel ricordo dei suoi primi passi. Una psicoanalisi pronta a soddisfare
la domanda attuale di maggiore concretezza e anche di maggiore
brevità, quando serve; capace di affrontare le psicopatologie
più complesse e non solo le nevrosi; una psicoanalisi che possa
scegliere la strada più efficace tra il setting individuale, quello
di coppia e quello di gruppo. In questo sta la modernità: nel
riuscire a leggere bene i bisogni delle persone che vivono nel
2000 e le crepe psicofisiche, e sociali, che provoca questo tipo
di vita. Partendo da questi obiettivi, abbiamo cercato prima di
tutto un catalizzatore capace di armonizzare la psicoanalisi con
altre metodologie e siamo approdati allo psicodramma. Il suo ideatore,
Moreno, aveva detto a Freud: "io incomincio dove lei finisce",
ma alcuni psicoanalisti, francesi prima e argentini poi, avevano
capito che quel confine non esisteva, anzi, che i due metodi sembravano
fatti per completarsi. Per questo motivo, da più di vent'anni
abbiamo scelto lo psicodramma analitico. Siamo ripartiti dalle
esperienze dei vari Lebovici, Diatkine, Kestemberg, Gillibert,
Anzieu, Lemoin, lo abbiamo arricchito sempre di più, con le tecniche
che si sono dimostrate più efficaci, e intendiamo continuare quest'opera
insieme ai nostri allievi. Jean José Baranes, psicoanalista, didatta
della Società di Psicoanalisi di Parigi, ha spiegato la sua scelta
di utilizzare lo psicodramma analitico, definendolo il mezzo migliore
per affrontare con successo le psicopatologie con genesi più arcaiche
delle nevrosi. Quel tipo di patologie che nascono quando ancora
non c'è l'uso della parola e le difese sono basate sulle “simbolizzazioni
primitive”. Didié Anzieu, a sua volta, l'aveva adottato perché
aveva avuto la prova che nessun altro metodo gli permetteva di
risolvere i problemi e le psicopatologie dell'infanzia, con altrettanta
efficacia. Ma sono molti di più i motivi che rendono così apprezzato
questo approccio in quest'epoca.
1. Primo, la sua estrema duttilità: nessun altro strumento è altrettanto
duttile, tanto da poter essere usato per ogni tipo di setting
e per le situazioni più diverse. 2. Secondo, sembra nato apposta
per l'infanzia, perché ha la struttura del gioco, quindi libero
e creativo, divertente anche, ma allo stesso tempo permette interpretazioni
molto chiare e conclusioni semplici.
3. Terzo, gli adolescenti lo giocano con altrettanta naturalezza,
ma con molto più interesse, perché ne apprezzano la forza e sono
attratti dalla possibilità di occupare finalmente la propria scena.
4. Quarto, nella coppia è di grande efficacia, soprattutto quando
sono utilizzati con perizia “lo specchio”, l'inversione di ruolo”
e alcune tecniche di personalizzazione.
5. Quinto, dalla sua versione gruppale derivano, in pratica, tutte
le psicoterapie di gruppo e diverse versioni della formazione
interattiva. Questa versione per adulti è la più conosciuta, proprio
per la sua duplice veste:
- può essere alleggerita di tutta, o parte, della struttura psicoanalitica,
tornando più o meno alle sue origini moreniane, e diventare così
uno strumento divertente ed efficacissimo per i grandi gruppi
e per la formazione relazionale (con le sue “sorelle” sociodramma
e sociogramma); (noi insegnamo questa versione nel primo biennio);
- oppure può mantenere la profondità della psicoanalisi ed essere
un modo di fare psicoterapia altrettanto vitale, attivo e particolarmente
indicato in determinate situazioni.
6. Sesto, nel setting individuale il modo di utilizzare lo psicodramma
analitico è duplice; non penso purtroppo di avere qui lo spazio
per descriverlo, posso però precisare che la nostra scuola insegna
sia il metodo classico della seduta psicoanalitica individuale,
sia il metodo dello psicodramma nel setting individuale.
7. Settimo, la struttura caratteristica dello psicodramma, il
fatto che le persone possano agire su una scena, muoversi realmente,
mette in maggiore evidenza i segni della sofferenza psichica sul
corpo, le sue censure e le sue distorsioni, e ci permette di utilizzare
la bioenergetica, l'analisi psicosomatica e diverse altre tecniche
d'intervento psico corporeo.
Psicodiagnosi e definizione del setting
La psicodiagnosi è nella tradizione dell'Istituto Mosaico Psicologie,
e la era anche quando la maggior parte della comunità psicoanalitica
la vedeva non solo inutile ma anche dannosa. Non avendo il tempo
in quest'occasione di entrare nel dettaglio di quel punto di vista,
mi limito a chiarire che la nostra scelta, di usare sia il setting
individuale, sia quello di coppia, che, infine, quello di gruppo,
ci ha sempre obbligato a fare una serie di considerazioni diagnostiche,
di cui non sentivano la necessità i colleghi che proponevano le
sedute individuali e basta. In ogni caso il nostro modo di fare
diagnosi è questo:
- viene considerata la richiesta palese di psicoterapia e le motivazioni,
conscie e preconscie, che spingono il paziente a farla;
- viene tracciata la storia dettagliata del soggetto, sia dal
punto di vista anamnestico, sia da quello delle esperienze affettive,
dentro e fuori la famiglia;
- viene somministrato un proiettivo, generalmente il test di Rorschach,
con il triplice obiettivo di:
a) confermare la tendenza relazionale di base, nelle sue variabili
d'introversione ed estroversione;
b) darci notizie sulla distorsione della personalità rispetto
alle stesse variabili;
c)dirci qual'è il grado di equilibrio psichico e la capacità di
mantenere il controllo in presenza di determinati stati emotivi.
Resta intatto il principio psicoanalitico, che la psicodiagnosi
efficace per il soggetto è la sua graduale presa di coscienza
delle motivazioni che l'hanno spinto rinunciare a determinate
pulsioni, ad accettare distorsioni psicofiche dolorose e a coprirle
con una serie di meccanismi di resistenza, tanto inconsci quanto
deleteri. Per questo motivo la restituzione psicodiagnostica al
soggetto è molto prudente e finalizzata alla scelta del percorso
psicoterapeutico più efficace.
La psicodiagnosi può fermarsi abbastanza presto o proseguire a
seconda della decisione psicoterapeutica. Anche questa è materia
di studio e di discussione alla scuola.
Valutazione degli esiti
Questo è un argomento più complesso. Noi ci teniamo molto a
lavorare per obiettivi, è nel nostro dna, e quindi controlliamo
quanto e quando li raggiungiamo. Vorrei tuttavia portare un
esempio breve per rendere l'idea della differenza che c'è tra
lavorare sul sintomo e lavorare sulle cause. Forse tutti conoscete
la gramigna, quell'erba infestante che batte il record di presenze,
almeno su tutto il territorio nazionale. Anche i detti popolari
se ne occupano. Per esempio si dice “sei come la gramigna” per
dire ad uno che non riusciamo a togliercelo di torno. Bene, la
gramigna mette radici molto robuste e molto ramificate sotto il
terreno, molto più abbondanti di quanto non siano le sottili foglie
che a ciuffi crescono in superficie. Non solo, ma le ramificazioni
sotterranee cercano di aggrapparsi a sassi e a altri elementi
più robusti. E hanno un'altra caratteristica: che le radici si
spezzano e i piccoli inevitabili pezzi che restano si riproducono
velocemente. Il risultato è che quando si è convinti di averla
estirpata, la gramigna riappare tutt'attorno, più abbondante che
mai, per la disperazione di chi ha sudato per toglierla. Ora,
il motivo per cui gli psicoanalisti hanno spesso rifiutato di
considerare i sintomi è perché hanno constatato in tutto il mondo
che i sintomi vanno e vengono, e possono cambiare di qualità e
quantità nel corso di tutto il trattamento. Normalmente vengono
considerati delle resistenze, per la precisione degli spostamenti
di libido da una parte inconscia ad una più evidente. Oggi l'attenzione
al sintomo, corrispondente nell'esempio al ciuffo di gramigna
superficiale, è aumentato, e noi siamo convinti che meriti una
certa attenzione, sia a livello d'interpretazione sia in termini
di valutazione dell'efficacia del lavoro che abbiamo fatto. Restiamo
tuttavia attenti alle cause che l'hanno provocato, cioè alle radici
della gramigna ela nostra azione principale è rivolta a loro.
Valutare quest'altro tipo di lavoro è decisamente più complesso,
ma non vogliamo nasconderci dietro le difficoltà per evitarlo,
anzi, ci teniamo a farlo e ad insegnarlo.
La metodologia didattica e formativa
Avendo a disposizione uno strumento come lo psicodramma, con cui
si possono fare tanto le semplici simulazioni, quanto i più complessi
approfondimenti, sarebbe uno spreco se la didattica non fosse
di tipo esperenziale. Infatti è quanto di più pragmatico si possa
immaginare. La scena viene utilizzata ogni volta che l'argomento
lo permette e questo rende molto più chiari e memorizzabili i
temi proposti. Le simulazioni permettono di mostrare quali sono
i comportamenti da tenere col paziente nei vari tipi di setting.
Lo psicodramma serve per riflettere sulle proprie resistenze e
per indicare il modo migliore di agire, secondo la propria tendenza
naturale.
Il primo biennio è comunque un po' più ricco di teoria, con l'attenzione
puntata soprattutto sui principi psicoanalitici e sulla loro evoluzione,
poi sull'applicazione dei due test principali per la definizione
della tendenza relazionale naturale e della sua possibile distorsione
(Rorchach ed MBTA), e infine sulla psicosomatica.
Il secondo biennio (analisi didattica), è quasi totalmente dedicato
allo psicodramma psicoanalitico vissuto, integrato da informazioni
ed esercizi di energetica psicofisica. E' composto da:
- introduzioni e segnalazioni teoriche;
- serie di psicodrammi analitici condotti in parte dagli allievi,
sotto la guida del supervisore e in parte dal supervisore stesso;
- gli “psicomos”, psicodrammi condotti dal supervisore, trascritti,
commentati e arricchiti di note bibliografiche, via internet,
da tutti gli allievi, e infine ricomposti in varie dispense a
disposizione della commissione d'esame finale.
Le lezioni, poste nei w.e. sono integrate da:
- stage residenziali estivi;
- da almeno un convegno annuale da noi organizzato, a cui partecipa
sempre almeno un relatore di chiara fama
- da lezioni magistrali, sempre con relatori specializzati nell'argomento
scelto.
Il costo
Il costo dei quattro anni, senza l'analisi didattica della
scuola, è di 10.400 euri totali, ovvero di 2.600 euri all'anno
di media, pagabili in due rate annuali. Invece, il costo, comprensivo
dell'analisi didattica della scuola, è di 3.700 euri all'anno,
pagabili in 2 rate. All'atto dell'iscrizione al primo anno è richiesto
un anticipo di 500 euri, da detrarsi da una delle rate.
Per qualunque altra info non contenuta
in questa presentazione, prego fare riferimento al sito www.scuoladipsicodramma.com
Istituto Mosaico Psicologie BO-VR e-mail: psicomosaico@libero.it.
Tel. 051582211 Direttore: dr. Alfredo Rapaggi
Resp. Organizzazione: d.ssa Milly Giulia Ronzani