Istituto Mosaico Psicologie

Terza Prova

Benvenuti alla terza prova dell’esame di stato: IL CASO CLINICO.

Per affrontare la terza prova è importante lo studio delle principali categorie diagnostiche del DSM IV, in base ai sintomi, per poter risalire da questi al tipo di disturbo del vostro caso clinico.
Molti sintomi possono corrispondere a più di una categoria diagnostica: dovete entrare in un’ottica differenziale e scrivere le varie possibilità, specificando i sintomi che sono comuni a una categoria e all’altra.
Ricordatevi che un atteggiamento dubitativo è professionale e che si possono usare frasi tipo: “si potrebbe ipotizzare un disturbo…”
Quindi la prima cosa importante è che vi alleniate a trovare le corrispondenze fra dati sintomatici e categorie diagnostiche. Se i dati sintomatici sono scarsi, è meglio ipotizzare un disturbo generale, e la ricerca andrà focalizzata soprattutto sugli elementi utili per avanzare un’ipotesi diagnostica.
Ecco quindi le fasi che potete seguire nello svolgimento:

1-IMPOSTAZIONE

2-IPOTESI DIAGNOSTICA E DIAGNOSI DIFFERENZIALE: l’ipotesi diagnostica deve essere sempre presentata in forma ipotetica. Esempio:” Dai sintomi presentati al primo colloquio, si potrebbe ipotizzare un disturbo ecc..”

3-RACCOLTA DI INFORMAZIONI PER AVVALLARE L’IPOTESI DIAGNOSTICA: per avvallare l’ipotesi diagnostica e trovare ulteriori conferme, potrebbe essere utile come supporto l’utilizzo di test da inserire nella valutazione globale del paziente. Ricordatevi che il Test di Rorschach è un test proiettivo e quindi valuta l’organizzazione di personalità. L’MMPI identifica alcuni tratti di personalità attraverso delle scale; il WECHSLER valuta il tipo di intelligenza cognitiva.
I dati emersi dai test psicodiagnostici vanno sempre integrati con i dati raccolti direttamente attraverso il COLLOQUIO CLINICO.

4-IMPOSTAZIONE DEL TRATTAMENTO: anche l’intervento va sempre indicato in via ipotetica, dato che è basato sulla sola ipotesi diagnostica.
L’ipotesi di trattamento va giustificata, ed è bene indicare il motivo per cui si consiglia una terapia rispetto ad un’altra e quali obiettivi si intendono raggiungere.
Se si vuole si può indicare anche più di una tipologia d’intervento.

SUGGERIMENTI:
E’ importante essere sintetici e non cadere in controversie teoriche. Dovete sempre ricordare che i vostri compiti vanno corretti e quindi che la persona che li corregge preferisce testi chiari e concisi rispetti a compiti prolissi e confusi.
E’ preferibile fare riferimento all’approccio teorico maggiormente utilizzato nella vostra facoltà o nel vostro manuale di preparazione all’esame di stato. Potete utilizzare anche più di un approccio ma non sovrapponeteli, indicateli come alternativi. Ricordatevi che all’esame avete 2 ore di tempo e quindi provate ora a fare il vostro tema con questo tempo a disposizione.

Ecco i due casi su cui potrete lavorare:

1- Giovanna è una studentessa di 24 anni che vive ancora con i genitori ed ha una sorella più piccola di 3 anni. Si presenta dallo psicologo accompagnata dal fidanzato, riferendo che da alcuni mesi, da quando ha litigato fortemente con  una amica, soffre di capogiri, palpitazioni, sudorazioni e paure varie, tra cui quella che uno dei familiari posso ammalarsi di una malattia grave.
Racconta  inoltre che, a causa di questi disturbi esce sempre meno con le altre amiche e pensa di non farcela da sola.
Il candidato indichi gli ambiti di approfondimento nel corso di una serie di colloqui psicodiagnostici finalizzati all’esame del caso descritto, motivando l’utilizzo di eventuali test psicologici e formulando l’ipotesi diagnostica all’interno di una cornice teorica prescelta.

2- Nicola frequenta la seconda elementare. Viene accompagnato al servizio di neuropsichiatrica dalla mamma perché le insegnanti segnalano nel bambino un comportamento tendente all’isolamento in classe, piange spesso, e difficilmente riesce a seguire la lezione. La madre riferisce che da qualche mese il bambino è diventato apatico, e mostra comportamenti regressivi quali: succhia il dito in solitudine, chiede giochi della prima infanzia, ha avuto alcuni episodi di enuresi notturna. Nicola ha un fratellino Luca di appena un anno. Non vengono riferiti ritardi nell’acquisizione delle principali tappe linguistiche e motorie, né problemi di salute particolari negli anni precedenti.
Il candidato indichi gli ambiti di approfondimento nel corso di una serie di colloqui psicodiagnostici finalizzati all’esame del caso descritto, motivando l’utilizzo di eventuali test psicologici e formulando l’ipotesi diagnostica all’interno di una cornice teorica prescelta.

Buon lavoro.

PRIMA PROVA
SECONDA PROVA
TERZA PROVA
QUARTA PROVA

 

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